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Storia
"...E questo e' tutto."
Il vecchio nano si rimise a fumare la pipa guardando e sorridendo verso i visi dei giovani nani a cui aveva raccontato una delle tante storie della tradizione nanica.
"Vecchio saggio" - intervenne un giovane nano - "narraci di quando non eravamo erranti.. della roccaforte che dominava i cieli e della nostra citta' che noi non abbiamo mai visto ma solo ascoltato vaghi ricordi al riguardo!"
Il vecchio seduto su un piccolo trono incavato nella roccia scosse la testa e rivolgendosi a coloro che attendevano una sua parola ribatte': "No. E' una storia che gia sapete e poi e' inutile rivangare, almeno per me, vecchie ferite. Coraggio giovani nani e' ora di riposare... la nuova galleria sta dando buoni frutti e domani ci attende una faticosa giornata di lavoro." I giovani si alzarono borbottando ma inchinandosi rispettosamente verso l'anziano uscirono dalla sala in cui erano riuniti.
Il vecchio nano continuo' a gustarsi la sua pipa quando i suoi occhi cominciarono a scrutare un angolo buio della grande stanza. Ad un tratto esclamo' : "Thordal !!".
Alle sue parole dal buio si udi' una fragorosa risata e ne usci' un corpulento nano armato di tutto punto e con una lunga e folta barba nera..
"Bene vecchio saggio vedo che gli anni non hanno intaccato il tuo spirito di osservazione."
Il vecchio sorridendo cerco' di alzarsi ma il nano corse verso di lui e lo fermo'.
"No vecchio Dhurin...non devi per un modesto guerriero come me" e si inchino' ai piedi dell'anziano.
Il vecchio con uno sforzo si alzo' e prendendo per le spalle il guerriero lo fece alzare.
"Mio fedele Thordal sono gia' due anni da quando sei partito e per me vederti ora e' una gioia"
Il guerriero sorrise ed esclamo': "Ma come hai fatto a vedermi? Ero immerso nel buio!"
"Tu si..ma la lama della tua potente e rinomata ascia no...ed essa rifletteva la luce delle torce"
Ridendo sommessamente pian piano il viso del guerriero comincio' a farsi cupo.
"Allora...quali nuove Thordal? Il nostro sogno puo' diventare realta'? Raccontami..."
Il vecchio si rimise a sedere sul trono di pietra e il guerriero prese un piccolo sgabello e si sedette di fronte a lui con la testa china.
"Vecchio saggio...qualche anno fa dubitavo dei racconti...delle leggende eppure ho trovato cio' che tu narravi...ho trovato la porta di Dulimar la nostra antica citta'. Come dicesti tu e' chiusa magicamente ed e' impossibile entrarvi. Gli orchi vi hanno stabilito un piccolo accampamento ma sono riuscito comunque a penetrarvi senza essere visto. Ho visto anche l'altare di pietra e le 7 colonne che lo circondano ed ho iniziato..."
"DULIMAR??" una voce dal fondo della sala interruppe il guerriero che si alzo' di scatto imbracciando la sua ascia.
"Calmati Thordal amico mio... vivere lontano ti ha messo sul chi vive ma sono solo i nostri giovani nani molto curiosi vero???"
Dalla porta del salone entrarono con la testa china e lentamente i giovani nani, incuriositi dal guerriero che raccontava quella storia, e il vecchio sorridendo disse loro: "Coraggio sedetevi e state ad ascoltare poiche' non lo raccontero' piu'."
I giovani si raccolsero tutti in semicerchio e si sedettero a terra in silenzio.
Il vecchio mettendosi comodo e gustandosi la sua pipa inizio' il racconto.
"Allora...Dulimar...Dulimar l'Antica...cosi la chiamavamo centinaia e centinaia di anni fa poiche' essa era vecchia ancor prima che noi nascessimo. Il nostro orgoglio e la nostra vita erano racchiusi in quella montagna. Da li scavammo i migliori minerali che la terra ci potesse offrire e forgiammo armature e armi di foggia cosi perfetta che rivaleggiavano con il prezioso equipaggiamento degli elfi...anche se il nostro era senza dubbio migliore. Le forge della nostra citta' erano le uniche ad avere la temperatura per fondere i leggendari minerali dei Re come il Cromium. Era un epoca d'oro in cui scavare dava delle soddisfazioni incredibili e rendeva il nostro popolo rispettato in tutto il mondo conosciuto."
Il racconto del vecchio continuava facendo brillare gli occhi di coloro che lo stavano ad ascoltare e persino Thordal che aveva gia sentito quella storia lo ascoltava con attenzione.
" E tutto cio' fino all'avvento di Ugruk la piaga, colui che infranse il nostro sogno"
"Chi e' Ugruk?" chiese uno dei giovani che ascoltava attentamente le parole del vecchio.
"Ugruk la piaga era un vecchio sciamano del popolo dei mezz'orchi... gli Urukhan! Non si sa come ma un giorno essi vennero in possesso di una certa quantita' di Darkstone il minerale oscuro e l'unico modo per lavorarlo erano le forge di Wind o le nostre. Visto che essi temevano Lloth pensarono bene di non disturbare quella terribile Dea cosi' misero l'assedio alla porta di Dulimar.
Eravamo forti un tempo...molto forti..ma non abbastanza da respingere un simile esercito.
La citta' dopo qualche mese di duri combattimenti cadde ma infliggemmo cosi tante perdite al nemico che alla fine cio per cui avevano posto l'assedio divenne un fallimento poiche' molti forgiatori nani esperti erano morti e gli Urukhan non sapevano come utilizzare le antiche forge.
Gli ultimi nani si sacrificarono facendo crollare la volta interna con dei pesanti ammassi di roccia durissima che solo i nani sapevano come lavorare.
Da un anfratto della roccia io e i pochi superstiti udimmo il latrare di Ugruk come di un cane bastonato. Era ritto in piedi appoggiandosi al suo bastone di ossa quando al'improvviso comincio' a parlare rivolgendosi alla valle come se sapesse che lo stavamo ascoltando e parlo' in lingua nanica."
- "Se noi non utilizzare grande forgia nessuno utilizzare! Nessuno piu vedere Dulimar... nessuno"
"Detto questo fece allestire un piccolo altare di fronte la porta e fece mettere tutto intorno delle piccole colonne prese nella citta' e su di esse vi pose 7 piccole pietre di forma sferica cominciando a recitare un incantesimo. Dalle pietre scaturi' un energia che avvolse l'entrata della porta e poi sempre recitando tolse le pietre dalle colonne e gridando si allontano' con il resto dell'esercito e quella per tutti noi fu l'ultima volta che vedemmo Dulimar. Dopo un po' ci ritirammo in varie piccole caverne continuando il nostro lavoro nel migliore dei modi anche se i fasti di un tempo erano ormai perduti, ma la speranza io non la persi mai. Fu grazie a degli esploratori elfici che seguivano da lontano gli spostamenti degli Urukhan che io un giorno seppi dove i mezz'orchi avevano riposto le pietre e la pergamena per riaprire la porta di Dulimar. Essi nascosero ciascuna pietra anche a costo della loro vita nelle tane di alcuni draghi mettendola nelle carcasse di capre o altri animali cosi i draghi mangiando gli animali avrebbero inghiottito anche le pietre. Centinaia furono i tentativi per recuperare le pietre nel corso dei secoli, ma i draghi erano troppo forti e non avevamo piu' guerrieri perche' quelli che c'erano erano molto giovani. Cio' ci porta a qualche anno fa quando io chiesi al qui presente Thordal nostro fratello, ormai divenuto una leggenda come cacciatore di Draghi, di aiutarci nell'impresa e lui accetto'."
"Ed io ho iniziato dove i miei fratelli avevano immolato le loro vite contro questi draghi." intono' Thordal. Il muscoloso nano si alzo' in piedi brandendo la sua ascia e il vecchio lo guardo' annuendo.
"Sono bestie magiche molto potenti e si spostano di frequente. Con un battito d'ali possono fare 10 leghe, le loro zampe sono munite di artigli che possono tagliare una corazza come burro e il loro alito fonde metalli molto duri. Secondo le descrizioni che mi erano state fornite dagli elfi ne individuai 2 e dopo mesi di inseguimenti e di combattimenti riuscii ad avere la meglio ed a recuperare 2 pietre per l'altare. Contro un drago nel territorio di Yew venni aiutato da un nostro fratello, Balim Spaccapietra anche lui errante come tutti noi mentre l'altro era nascosto nelle rovine del vecchio forte order nelle terre perdute e li mi aiutarono anche gli elfi. Io poi proseguii nella ricerca degli altri draghi. Iniziai a battermi con un altro ma la sua forza era maggiore di quella dei precedenti e per poco la mia avventura non finiva li' e temo che gli altri che restano da sconfiggere siano ancora piu' terribili."
La narrazione dell'impresa di Thordal contro i due draghi aveva affascinato tutti quelli, persino l'anziano saggio, che lo ascoltavano attentamente.
"Comunque ecco la prova delle mie parole."
Thordal estrasse dalla borsa che portava con se' due pietre di forma sferica che brillavano di luce diversa l'una dall'altra e i giovani nani rimasero con occhi e bocche spalancati guardandole.
"Sono venuto a consegnare al vecchio Dhurin le prime pietre e ora riparto a caccia degli altri draghi ma temo che l'impresa sara' piu difficile di quanto prospettassi all'inizio."
Il vecchio si alzo' e appoggiando una mano sulla spalla di Thordal gli disse: "Il nostro sogno sta forse per avverarsi e lo testimoniano queste due pietre che mi hai portato. Faro' in modo che altri ti aiutino nell'impresa di sconfiggere i restanti draghi. Cerchero' aiuto tra gli elfi e persino tra gli umani nella speranza di ritornare nella nostra terra." Thordal accenno' ad un sorriso e stringendo l'avambraccio del vecchio lo saluto' inchinandosi, uscendo lentamente dalla stanza. I giovani nani si alzarono in piedi e si inchinavano al passaggio di Thordal e uscirono anche loro salutando il vecchio il quale si rimise a sedere e aspirando dalla sua pipa esclamo': "Siamo ormai vicini... non sarai piu solo Thordal, ti faro' aiutare" e inizio' a meditare.